AI Act: approvata la prima legge sull’Intelligenza Artificiale

AI Act: approvata la prima legge sull’Intelligenza Artificiale

Negli ultimi tempi, l’Intelligenza Artificiale ha assunto un ruolo fondamentale nella trasformazione digitale della società, influenzando diversi settori. Il rapido avanzamento ha reso sempre più urgente la necessità di regolamentare questa tecnologia, che comporta importanti implicazioni etiche a causa della sua capacità di prendere decisioni e apprendere autonomamente.

A partire da aprile 2021, l’Unione Europea ha cominciato a lavorare sul cosiddetto AI Act, il primo quadro normativo sull’Intelligenza Artificiale, approvato ufficialmente il 13 marzo 2024 e in attesa di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Un approccio risk-based

L’AI Act ha l’obiettivo di regolare l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale anziché la tecnologia stessa, consentendo maggiore flessibilità e adattabilità alle veloci evoluzioni. Questo principio sottolinea l’importanza di comprendere a fondo le potenzialità e le minacce, sia per i singoli cittadini che per le aziende.

In particolare, l’AI Act introduce una categorizzazione dei rischi legati all’utilizzo dell’IA e stabilisce requisiti e scadenze in base all’eventuale impatto sulle persone:

  • rischio inaccettabile: riguarda pratiche come la videosorveglianza biometrica di massa, proibite per il loro impatto negativo sulla privacy e sui diritti fondamentali;
  • rischio elevato: si riferisce a sistemi di Intelligenza Artificiale che influenzano significativamente i diritti umani. Tali applicazioni richiedono una valutazione accurata prima dell’implementazione;
  • rischio limitato: comprende applicazioni come chatbot e deepfake, per le quali sono richieste misure di trasparenza per informare gli utenti dell’interazione con un sistema di IA;
  • rischio minimo o nullo: si riferisce a categorie come videogiochi e filtri fotografici, ritenuti di scarso impatto.

L’Intelligenza Artificiale in Italia

L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale in Italia continua a crescere, come riportato dall’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano nel suo ultimo report di febbraio 2023.

Secondo i dati, il mercato dell’Intelligenza Artificiale nel nostro paese ha raggiunto un valore di 500 milioni di euro, registrando un aumento del 32% rispetto al 2021. Inoltre, il 61% delle grandi imprese italiane ha già avviato progetti di IA, mentre questa percentuale si attesta al 15% per le PMI, con una previsione di crescita nei prossimi due anni.

L’Intelligenza Artificiale nel settore energetico

I recenti progressi nella ricerca sull’Intelligenza Artificiale hanno portato a un rilancio e a un utilizzo rafforzato di questa tecnologia nel settore utility.

La transizione energetica in corso, la digitalizzazione del sistema e il coinvolgimento attivo dei consumatori, stanno spingendo l’adozione di soluzioni innovative come questa. Ciò deriva dalla capacità dell’Intelligenza Artificiale di sfruttare la crescente disponibilità di dati, migliorare il processo decisionale durante situazioni operative e ottimizzare l’efficienza delle attività di routine che tradizionalmente si basano sull’intervento umano.

Conclusione

Per noi di iBill, impegnati nello sviluppo di software, questa notizia è un catalizzatore per l’innovazione senza precedenti.

L’IA non è solo una tecnologia dirompente, ma una vera e propria rivoluzione che cambierà il modo in cui concepiamo e utilizziamo il software.

Con la nuova legge, l’Unione Europea si pone all’avanguardia nella regolamentazione di questo potente sistema, promuovendo allo stesso tempo l’evoluzione e la responsabilità nel settore digitale e energetico.